CONCENTRATO PIASTRINICO


E’ in pieno sviluppo l’era della rigenerazione ossea guidata che consiste nel fatto di utilizzare “ossi sintetici”, membrane biologiche, griglie in titanio e fattori di crescita atti a favorire la rigenerazione dell’osso in quelle sedi in cui risulta insufficiente in modo da poter posizionare impianti anche in zone che prima non potevano essere utilizzate.

La vera limitazione infatti che si incontra oggi nel posizionamento degli impianti è la condizione dell’osso nel quale deve essere posizionato il cilindretto metallico di titanio sul quale verrà poi ricostruito il dente perché l’osso deve presentare caratteristiche di spessore e altezza atte a poter garantire un sufficiente sostegno della protesi definitiva fissa.

Purtroppo in gran parete dei casi la perdita dei denti determina una spiccata atrofia ossea cosicché si determina una difficoltà ad inserire gli impianti, ecco la necessità di poter praticare una rigenerazione ossea stabile, sicura e predicibile.

Il problema della rigenerazione dell’osso perduto può essere risolto mediante innesto di osso autologo, cioè prelevato dallo stesso paziente.

Le zone di prelievo di osso autologo si distinguono in extra orali ed intra orali, tra queste le più note sono la cresta iliaca, la tibia e più raramente la calvaria; tra quelle orali la zona mentoniera, il tuber, la branca ascendente mandibolare e le zone edentule.

Tuttavia, i prelievi extra orali trovano il loro limite nel fatto che necessitano per lo più di ricovero ospedaliero.

Di contro, i prelievi intra orali hanno il limite che non sempre i siti donatori forniscono sufficiente materiale di innesto.

Perciò questa difficoltà pratica nel reperimento di osso per la riparazione di importanti difetti ha imposto la continua ricerca di metodologie alternative che possano diminuire efficacemente l’eccesiva invasività di detti prelievi per rendere più pratici, veloci e sicuri gli atti chirurgici.

Con lo sviluppo delle recenti acquisizioni dell’ingegneria tissutale, è stato proposto, l’uso del CONCENTRATO PIASTRINICO (PRP), fonte di molteplici fattori di crescita, quale strategia disponibile per accelerare la rigenerazione ossea ai fini implantologici.

Queste recenti acquisizioni nel campo della biologia delle ferite e dell’osso, hanno permesso di comprendere che le piastrine sono gli elementi cellulari maggiormente coinvolti in questi processi di guarigione e di rigenerazione dei tessuti.

E’ stato dimostrato che i fattori di crescita piastrinici sono essenziali per la fisiologia del processo di guarigione e di riparazione dell’osso. In effetti, grazie agli studi del Prof. Marx  (U.S.A.), pioniere in questo campo dell’ingegneria tissutale applicata alla chirurgia maxillo facciale e implantare, è stato possibile verificare che il concentrato piastrinico (PRP) possa rappresentare uno strumento molto efficace per poter modulare il processo di guarigione delle ferite e per accelerare i processi di rigenerazione sia dei tessuti molli che dell’osso.

L’attivazione delle piastrine porta alla liberazione di tutti quei mediatori biologici (fattori di crescita, della coagulazione e proteine plasmatiche ), fondamentali per i processi di cicatrizzazione e di rigenerazione dei tessuti.

E’ sufficiente eseguire un piccolo prelievo venoso al Paziente, estrarre mediante centrifugazione la piastrine per poi reinserirle mischiandole insieme all’osso autologo o sintetico per ottenere la riformazione di osso.

Con l’aiuto di questa tecnica, sperimentata da noi da più di 10 anni, abbiamo ottenuto importantissimi risultati clinici che si espletano in una più rapida rigenerazione ossea tale da dimezzare quasi i tempi di riformazione dell’osso e, cosa più importante per i Pazienti, ridurre sensibilmente i tempi di attesa.